Il Collegio dei Docenti, forse
come al solito distratto da altre questioni più importanti (i destini
del mondo e le solite lotte di supremazia tra questa e quell'area
"scientifica"), accettò senza particolare interesse il mio progetto di
ricerca e per tre anni ho lavorato smontando codici di espressione e di
lettura, trovando parentele e analogie e costruendo una "cassetta degli
attrezzi" mutuata dai codici espressivi del fumetto che servisse
all'urbanista rinnovato per parlare alla città e ai suoi abitanti.I tre anni sono passati, ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca, ho avuto i complimenti dalla commissione e gli sbadigli del Collegio Docenti. La tesi è rimasta in un bel cassetto virtuale, dentro al mio hard disk.
Conscio dell'impossibilità che questa ricerca diventi mai un libro, ho deciso di pubblicarla in un nuovo blog, un fratello minore del nostro/vostro Parliamo di città, che ha il titolo (forse troppo pretenzioso) di "Il linguaggio del fumetto tra città e Piano".
Nella speranza che qualcuno la apprezzi o si faccia quattro risate leggendo le mie farneticazioni.
Giuseppe Lo Bocchiaro