martedì, marzo 29, 2011

Lo zoo della città







Di Davide Leone
Esistono molti modi per visitare una città, ogni visitatore sceglie uno sguardo. C’è chi si lascia governare da una guida turistica, chi ama perdersi nella città per poi ritrovarsi, chi ama il contatto con il popolo di una città, chi ne vuole assolutamente conoscere e sperimentare gli usi ed i costumi; e c’è anche chi assolutamente non vuole contatti con i cittadini, vuole sentirsi come in una cupola, sostanzialmente vuole vedere uno zoo di una città.
I citysightseeing sono gli zoosafari del turismo urbano. I visitatori guardano la città ed i suoi abitanti con lo stesso occhio di chi è nella savana a ammirare animali feroci ed esotici mentre è protetto dentro la sua jeep. La stessa sensazione di sicurezza assale questi turisti che non vogliono vedere la città dal suo interno, mescolandosi ai suoi abitanti, ma vogliono osservare, con sicurezza, su enormi autobus rossi le belve feroci (i cittadini) che si muovono nella città. Per questo non si può non apprezzare chi disdegna questo modo di visitare la città che induce i visitatori a cacciatori di immagini e relega i cittadini al ruolo di animali da zoo.

mercoledì, marzo 16, 2011

Perequazione. Le Parole dell’urbanista

Di Davide Leone
L’urbanistica ha tentato numerose strade per sanare la dicotomia sulla quale si basa: costruire giustizia ed equità sociale, definendo caratteristiche, valori e peculiarità differenti sul territorio. Come già affermato nella definizione di sperequazione l’urbanistica fa a fette il territorio, seguendo principi il più possibile scientifici, per garantire lo sviluppo armonico della città e del territorio. Ciò genera disuguaglianze nel “diritto di uso del suolo”.  La Perequazione è la tecologia che dovrebbe aiutare ad assorbire questa differenza di diritto. Non c’è dubbio, infatti, che chi è costretto a “vendere” il proprio terreno per la costruzione di una strada o di un servizio abbia diritti ed occasioni differenti rispetto a chi ha il diritto di costruire “liberamente”.
Fino agli anni ’80 il meccanismo perequativo era sostanzialmente affidato al sistema dell’esproprio che doveva essere pagato a valore di mercato, appunto per garantire un trattamento eguale dei cittadini. Il meccanismo tuttavia era esoso per le amministrazioni ed insoddisfacente per gli espropriati, perché, anche il prezzo di mercato non garantiva i margini di guadagno ottenibili da azioni speculative.

martedì, marzo 15, 2011

Sequenze di Città



Di Davide Leone

È uscito da qualche mese un nuovo libro fatto dal team di “Parliamo di Città”, è con vero orgoglio che vi presentiamo brevemente il testo.
Il piano ha bisogno di punti di vista innovativi per arricchire la sua capacità di dialogare con la cittadinanza. L'osservazione della realtà attraverso il "filtro" della videocamera è in grado di aggiungere nuove modalità di conoscenza del territorio e delle pratiche sociali di cui lo stesso territorio è teatro e protagonista.
Un libro che parla di urbanistica mettendo al centro la necessità di comunicare l’importanza della città, e analizza le modalità attraverso cui il "filtro" della videocamera ordina i racconti sul territorio e il meccanismo inverso attraverso cui gli stessi racconti arrivano a spiegare, motivare ed asseverare le decisioni del piano. Attraverso l'analisi di 14 documentari e di alcune sperimentazioni dirette, ipotizza un uso attivo del media cinematografico in processi di animazione territoriale e di coinvolgimento delle realtà locali
Il testo indaga le forme di racconto cinematografico della città e del territorio come strumenti che possono essere aggiunti a quelli considerati ormai canonici per lo studio della città. In un’ottica che spazia dalle “visioni urbane” dei flaneur, all’analisi delle pratiche sociali, alla modificazione
degli strumenti per comunicare il piano, all’inserimento di strumenti per accrescere il consenso e la partecipazione alle scelte di piano, fino alla possibilità del cinema di essere usato come strumento di interazione nella logica dei “pianificatori radicali”. Il libro pone l’accento sul momento di svolta che si sta strutturando in urbanistica. Sembra, infatti, che si stia passando da una strutturazione di piano asseverativa, che “fotografa” una realtà in divenire in un lasso di tempo di 20 anni, ad un sistema, non ancora codificato o comunque sperimentato, in cui la necessità di mixare l’intervento pubblico e quello privato ha introdotto il tema della flessibilità, da un lato, e della partecipazione dall’altro. La flessibilità ha teso a separare aspetti modificabili nel breve tempo (programmatici) ed armature non modificabili o modificabili nel lungo periodo (strategiche e strutturali).
La partecipazione si è resa necessaria, superando l’accezione paternalistica tipica degli anni ’60 e ’70, che la proponeva come un accessorio della pianificazione – per giustificare le scelte di modificazione del territorio in un tavolo in cui la “mano pubblica” non ha più un ruolo di prevalenza.


Il testo su
FrancoAngeli
Libreria universitaria
LaFeltrinelli
Webster
Amazon
Unilibro



lunedì, marzo 14, 2011

Let’s go bite America New York 20


Un racconto seriale di Davide Leone

Sono di nuovo a New York, le tensioni del convegno sono alle spalle e sono di nuovo al temutissimo stambergo con i soliti polizziotti con il solito distintivo enorme al collo, che mi ha accolto la prima notte che ho passato negli States. A dir la verità questa stanza è leggermente migliore dell’altra. Non ci sono più i letti a castello ed ho una splendida parete arancione, il bagno e la doccia sono sempre fuori in un corridoio. La stanza è anche dotata di un topos inaspettato dell’America, un oggetto che, manco a dirlo, desidero: un condizionatore da finestra. Già perché nonostante sia l’albergo peggiore possibile, qui a New York è proprio inconcepibile non avere l’aria condizionata. Questo pregevole oggetto si incastra nelle finestre che qui sono tutte scorrevoli, fa un rumore infernale e raffresca questo splendido tugurio che è la mia stanza.

domenica, marzo 06, 2011

Pensieri cattivi (ai ciclisti della domenica)

Anche oggi si è festeggiato e omaggiato il grande appuntamento annuale della "Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate". In tutta Italia centinaia di migliaia di ciclisti hanno ripercorso tratti ormai dismessi delle gloriose ferrovie dello stato per sottolineare l'importanza e la fame che ognuno ha di percorsi ciclabili e di recupero del patrimonio pubblico abbandonato. Noi di Parliamo di città non possiamo che essere contenti di tali risultati essendoci spesi, nelle parole su queste pagine ma anche dal vivo sugli sterrati di mezza sicilia, per la promozione di questi eventi.
Fatta questa premessa mi piacerebbe aprire una piccola (e spero costruttiva) polemica con quelle pratiche (le passeggiate in bici nei centri urbani chiusi al traffico, le escursioni ardite dei bikers nei giorni festivi) che rischiano col tempo di rimanere legate ad una moda precisa, quella del ciclismo domenicale.
Sia chiaro nessuno è più felice del sottoscritto se, almeno la domenica, fior di cittadini rimettono in funzione la scassona a due ruote ma questo non può bastare. Non posso accettare il controsenso di una popolazione rombante e inquinante che tutta la settimana violenta le strade e gli spazi pubblici e poi la domenica si riscopre amante dell'aria pulita e della passeggiata "lenta".
C'è bisogno di una evoluzione, di uno scatto d'orgoglio, di una scelta di campo abbandonando tutte le ipocrisie del caso.
Viva la città della bicicletta. Viva la città senza automobili.

Giuseppe Lo Bocchiaro

mercoledì, marzo 02, 2011

Sperequazione. Le parole dell’urbanista



di Davide Leone
L’urbanistica è una disciplina che si basa su una contraddizione di fondo. Vuole essere una scienza che garantisce un’equa e razionale distribuzione delle risorse, ma per farlo si confronta con una materia profondamente ineguale come il territorio. Il principio egualitario si scontra fortemente con le necessità e vocazioni proposte dall’ambiente naturale e dal pregresso di relazioni umane che hanno formato e formano le città. Per questi motivi l’urbanistica è nata per disegnare sul territorio diritti ineguali, per attribuire funzioni differenti a parti differenti, per gerarchizzare lo spazio. Questo fatto definisce l’urbanistica come una generatrice di sperequazioni.



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