lunedì, gennaio 17, 2011

La città: la più grande invenzione dell’uomo

di Davide Leone


Da quando è uscito dalle caverne l’uomo si è applicato per inventare ordigni, ordinamenti, religioni, oggetti, gusti, concetti, culture che lo rendessero capace di riconoscersi come qualcosa di differente dal resto delle cose che lo circondano. Questa sua lotta lo ha da sempre portato a vivere per tentare di essere fuori e di più rispetto alla natura. L’uomo è l’unico animale che ha una memoria storica di ciò che ha fatto, e tenta di portare le sue esperienze oltre i confini della sua esistenza di singolo essere vivente, consegnandoli alla collettività. In questa sua lotta per affermare la propria esistenza nei confronti della natura l’umanità ha continuato ad inventare cose e pensieri, arrivando, nel suo delirio di onnipotenza, a minacciare di distruggere la natura stessa. Tra tutte le sue invenzioni però qual è quella più essenziale, quella in cui si fisicizza maggiormente il desiderio di sottrarsi all’egida della natura?


Questa invenzione è indubbiamente la città. Non ci sono ruote, non ci sono cure per il cancro, bombe atomiche, biciclette, religioni, convinzioni politiche, automobili, computer, telefonini, movimenti artistici che possano reggere il confronto con l’idea stessa della città. Questo è chiaro perché senza la città non esisterebbe nessun costrutto teorico o pratico dell’umanità. L’uomo sarebbe un animale come tanti che vive dentro la nautra.
La città è il più grande potenziatore dell’ingegno umano. Chiunque decida di costruire città o anche di parlare di città ha la grande responsabilità di confrontarsi con questa grande invenzione. Certamente la città è un’invenzione collettiva, ma proprio per questo più importante delle invenzioni che hanno una madre o un padre. Le città sono lo specchio di una società e di una comunità.
Quando ero piccolo mi dissero che mio padre progettava e costruiva le città. Io mi resi subito conto dell’assurdità di questa semplificazione che fu fatta per spiegare all’ingenuo bambino che ero, cosa facesse mio padre. La considerai subito un’assurdità perché le città non sono mai il frutto di un pensiero solo ma sono sempre una costruzione collettiva in cui la società finisce per riconoscersi. Regole comuni per lo stare insieme che diventano luoghi fisici e che garantiscono un potenziale di innovazione infinito. Questa è la città. Per questo servono uomini e donne capaci di progettarla, di guardarla e di parlarne. Per questo esiste questo blog e per questo sono felice che qualcuno lo legga.
Con affetto
Per tutti coloro che amano la città
Davide

2 commenti:

la ficudinia in periferia ha detto...

Bellissimo post,
"Per questo servono uomini e donne capaci di progettarla, di guardarla e di parlarne", se solo ci fosse più consapevolezza delle buone capacità che esistono in ognuno di noi.. forse la città, oggi, non sarebbe così "superficiale".

Schillagi Carmelo Cesare ha detto...

Gran bel post!
per quello che può contare, l'ho segnalato sul mio blog in una nuova rubrica. Era impossibile non farlo...

http://petra-dura.blogspot.com/2011/01/settimana-blog-1601-2201.html

Ancora complimenti!
a presto

Etichette

ambiente (13) architetti (13) architettura (14) architettura vista da sud (9) Area quaroni (2) arredo urbano (1) arte (1) Autori (2) beni culturali (1) blog (3) Cairo (1) casa (5) centri storici (25) Chicago (14) cinema (8) città in Europa (17) città in Italia (14) città in sicilia (25) comitato spazio pubblico palermo (1) commercio (4) contest (2) creatività (4) cronaca (1) danilo dolci (1) degrado (10) diario di un ciclista urbano (15) esclusione sociale (1) eventi (33) ferrovie dismesse (1) Flaneurs des villes (4) florida (1) futuro (3) Hemingway (1) I suoli di Izdik (21) idee (1) illustrazioni (1) immondizia a palermo (1) indice dei post per categoria (1) interetnia (1) itimed (1) laboratorio urbanistica (1) le carrè bleu (1) Let’ go bite America (22) Let’s go bite America (2) Libri (3) liquida (1) master (1) memoria (1) Meridione (4) mobilità (21) mobilità dolce (8) multietnia (1) narrazioni (4) New York (10) no comment (4) orienteering (1) ospiti (2) palermo (36) palermo ciclabile (2) parcheggi (3) partecipazione (10) Pasquale+Culotta (1) perequazione (2) periferia (8) piani (2) pianificazione (2) piano casa (2) piazza Armerina (1) piazza Bellini (1) piste ciclabili (2) politiche (6) porti (1) PPE (2) PRG (1) Progetto PARTERRE (1) project financing (1) recensioni (1) recupero (1) rendita fondiaria (4) report (1) satira (1) segnalazioni (8) settimana europea della mobilità sostenibile (3) slow city (3) social network (1) sostenibilità (1) spazio pubblico (4) sperequazione (1) storie (7) sud (1) territorio (2) twitter (1) urbanistica (14) utopia (4) vacanze (2) video (7) wifi (1) Wright (2)