
Oggi è Lunedì 7 Luglio 2008 e sono successe cose un sacco importanti! Anche ieri sera, invero, sono successe cose un sacco importanti, in realtà.
Innanzitutto un po’ di fredde informazioni geoturistiche. Chicago è una città lacustre, che sorge sul lembo più meridionale del lago Michigan. Questo fa parte della regione dei grandi laghi americani, al confine tra gli States ed il Canada. Un po’ più a Nord di Chicago c’è Milwhakee, dove ha abitato la famiglia Cunningham che insieme ad Arthur Fonzarelli (Fonzie) ha vissuto tante avventure. Sullo stesso sistema di laghi ci sono un buon numero di città americane che contano: Cleveland, Detroit, ed anche Toronto. È pieno di film che raccontano questo pezzettino di America che poi ha il suo corrispettivo ancora più ad Est, sul mare in Boston, New York, Philadelphia, Washington. Un certo tipo di America, un certo tipo di sogno, insomma è qui, un altro è all’Ovest, in California e poi c’è il Sud pieno di inseguimenti in auto arancioni e con un po’ di razzismo strisciante.
Ma il motivo per cui ho deciso di raccontarvi un po’ della geografia di Chicago è che la città ha un porto ed un lungomare, grandi ed importanti. Il lago non sembra proprio un lago, ci sono mareggiate (forse si dovrebbe dire lagheggiate), non si vedono i confini ed è bello, blu ed inquietante come solo il mare sa essere. Soprattutto Chicago è la città del vento, come dice un mio personalissimo eroe: Dan Peterson, Chicago è Windy City. Come ogni buona città di “mare” anche Chicago non ha rinunciato a fare di una parte dei suoi approdi una grande giostra. Così ti puoi ritrovare al Navy Pear che è una trappola per turisti ma che come per incanto ti porta diritto dentro un libro di Stephen King e ti senti nel Maine, e ti aspetti che qualcosa di inquietante accada, vedi la ruota panoramica e sai che dovresti scappare perché una strana nebbia si avvicina, e vedi i negozi che stanno chiudendo, e tu lo sai che i luna park spenti fanno paura. Tutti i luoghi dedicati al divertimento quando si spengono fanno paura, sono spettrali. Anche Neverland lo è! Per questo i luna park non dovrebbero chiudere mai.
Ma ormai sei sulle assi di legno, vedi le ragazze in shorts bianchi ed ascolti il suono dei tuoi passi, ma non sei tu a raccontare la storia, è Stephen King che la sta raccontando e non ci puoi più fare niente, sei lì e sei solo, e vedi ragazzi che si ingozzano di torta e persone che corrono senza sosta, e preghi che nessuno si fermi perché non resisteresti ad un congedo. Poi, per fortuna, una voce ti salva: “Itz closin’”, dice, e tu esci da quel posto e l’incantesimo si rompe, sei di nuovo a Chicago e non sei più solo, c’è il tuo Prof. vicino, anche lui è scosso, trafelato, preoccupato. Chissà in quale mondo letterario sarà caduto al Navy Pear, conoscendolo è assai probabile che abbia inseguito un grande coniglio ed un cappellaio in ritardo. All’improvviso ti rendi conto che è notte, che hai fame e che: “itz closin’”!
A quel punto sei assalito dal panico. Devi dare il tuo morso all’america ma non sai se potrai farlo. La tua è una missione e se l’America, proprio oggi, decidesse di fare la riottosa e di non farsi mordere?








