lunedì, gennaio 25, 2010

Let’ go bite America (Chicago 10)

di Davide Leone




















Oggi è Lunedì 7 Luglio 2008 e sono successe cose un sacco importanti! Anche ieri sera, invero, sono successe cose un sacco importanti, in realtà.
Innanzitutto un po’ di fredde informazioni geoturistiche. Chicago è una città lacustre, che sorge sul lembo più meridionale del lago Michigan. Questo fa parte della regione dei grandi laghi americani, al confine tra gli States ed il Canada. Un po’ più a Nord di Chicago c’è Milwhakee, dove ha abitato la famiglia Cunningham che insieme ad Arthur Fonzarelli (Fonzie) ha vissuto tante avventure. Sullo stesso sistema di laghi ci sono un buon numero di città americane che contano: Cleveland, Detroit, ed anche Toronto. È pieno di film che raccontano questo pezzettino di America che poi ha il suo corrispettivo ancora più ad Est, sul mare in Boston, New York, Philadelphia, Washington. Un certo tipo di America, un certo tipo di sogno, insomma è qui, un altro è all’Ovest, in California e poi c’è il Sud pieno di inseguimenti in auto arancioni e con un po’ di razzismo strisciante.
Ma il motivo per cui ho deciso di raccontarvi un po’ della geografia di Chicago è che la città ha un porto ed un lungomare, grandi ed importanti. Il lago non sembra proprio un lago, ci sono mareggiate (forse si dovrebbe dire lagheggiate), non si vedono i confini ed è bello, blu ed inquietante come solo il mare sa essere. Soprattutto Chicago è la città del vento, come dice un mio personalissimo eroe: Dan Peterson, Chicago è Windy City. Come ogni buona città di “mare” anche Chicago non ha rinunciato a fare di una parte dei suoi approdi una grande giostra. Così ti puoi ritrovare al Navy Pear che è una trappola per turisti ma che come per incanto ti porta diritto dentro un libro di Stephen King e ti senti nel Maine, e ti aspetti che qualcosa di inquietante accada, vedi la ruota panoramica e sai che dovresti scappare perché una strana nebbia si avvicina, e vedi i negozi che stanno chiudendo, e tu lo sai che i luna park spenti fanno paura. Tutti i luoghi dedicati al divertimento quando si spengono fanno paura, sono spettrali. Anche Neverland lo è! Per questo i luna park non dovrebbero chiudere mai.
Ma ormai sei sulle assi di legno, vedi le ragazze in shorts bianchi ed ascolti il suono dei tuoi passi, ma non sei tu a raccontare la storia, è Stephen King che la sta raccontando e non ci puoi più fare niente, sei lì e sei solo, e vedi ragazzi che si ingozzano di torta e persone che corrono senza sosta, e preghi che nessuno si fermi perché non resisteresti ad un congedo. Poi, per fortuna, una voce ti salva: “Itz closin’”, dice, e tu esci da quel posto e l’incantesimo si rompe, sei di nuovo a Chicago e non sei più solo, c’è il tuo Prof. vicino, anche lui è scosso, trafelato, preoccupato. Chissà in quale mondo letterario sarà caduto al Navy Pear, conoscendolo è assai probabile che abbia inseguito un grande coniglio ed un cappellaio in ritardo. All’improvviso ti rendi conto che è notte, che hai fame e che: “itz closin’”!
A quel punto sei assalito dal panico. Devi dare il tuo morso all’america ma non sai se potrai farlo. La tua è una missione e se l’America, proprio oggi, decidesse di fare la riottosa e di non farsi mordere?



martedì, gennaio 12, 2010

Let’s go bite America (Chicago 9)

di Davide Leone
Dopo le disavventure della Dish pizza oggi, 6 Luglio 2008, vi scrivo mentre sono assiso davanti la rassicurante faccia del colonnello del Kentuchy Fried Chicken. E dire che di cose su cui rassicurarmi ne ha… Con il suo faccione, che ricorda lo zio Sam è stato capace di farmi mangiare una quantità mostruosa di cose indicibili e croccantissime, ma in fin dei conti buone. Soprattutto la sua faccia paciona mi ha convito a mangiare le temutissime hot wings (ali calde), che non sono delle macchinine per bambini bensì delle ali di pollo fritte corazzate in una panatura di mais. L’Hot sta per il fatto che sono piccantissime, a peggiorare la situazione ho scelto quelle inondate di salsa BBQ. Un delirio!




















Per raggiungere questo luogo di delizie mi sono addentrato in una parte della città che non avevo ancora visto, un po’ meno downtown-scintillante insomma. Ho visto la famosa sopraelevata di Chicago teatro del mitico inseguimento dei Blues Brothers ma anche di innumerevoli altri film. La sopraelevata si chiama loop per chiarire il fatto che in realtà è un anello, ed è molto bella perché appartiene ad un’altra epoca e crea spesso degli strani paesaggi dissonanti. Quando intravedi la città nuova insieme a questa strana piovra di metallo fa un effetto strano. I treni ci girano sopra lentissimi, è veramente uno strano oggetto il Loop di Chicago.
Più tardi, nel pomeriggio salirò con il mio “capo” su un grattacelo, che è stato per qualche anno l’edificio più alto del mondo, per quanto questo possa significare qualcosa. Intanto oggi, mentre stavo raggiungendo l’effige del colonnello che troneggia ancora davanti a me come un’icona santa, è successa una cosa straordinaria, ben due persone mi hanno chiesto indicazioni stradali. Proprio a me che vengo da così lontano, questo significa che, in qualche modo comincio ad assomigliare abbastanza ad un chicacghese. Credo che in qualche misura dipenda dal fatto che mi sto nutrendo con un’eccezionale dieta a base di ogni intruglio da fast food possibile. In fondo lo diceva il filosofo Feuerbach che siamo ciò che mangiamo! Certo è pur vero che, nonostante la dieta strabiliante, non sono stato di alcun aiuto ai poveri malcapitati che si sono fidati della mia faccia e della mia andatura dinoccolata, ma il fatto che abbiano scelto me per le indicazioni mi ha inorgoglito parecchio.


Penso di avere scritto abbastanza in questo posto, credo che guadagnerò l’uscita sperando di non essere colpito troppo duramente dalla vendetta del pollo fritto e sperando, una volta fuori, di trovare un negozio di giocattoli. Mentre mi dirigo verso l’uscita uno sbalzo nei valori mostruosi del mio colesterolo mi fa ricordare un’altra cosa che è accaduta stamani, mi hanno regalato un gadget meraviglioso. Si tratta di una bustina nera con una chiusura lampo, ma in realtà sul cartoncino che accompagna il tutto c’è scritto che si tratta di un sacco mortuario per il mio cellulare e che, portando il piccolo caro estinto in un certo negozio, risorgerà in un modello più bello, più nuovo e più piccolo o più grande, dipende dai gusti.

lunedì, gennaio 11, 2010

Convegno nazionale Centri storici e città contemporanea. Politiche pubbliche e strategie di intervento.


Palermo 5 e 6 febbraio 2010, Sala Magna di palazzo Chiaramonte-Steri, piazza Marina, Palermo.

Il CIRCES (Centro Interdipartimentale di ricerca sui centri storici dell’Università di Palermo) insieme al Dottorato di ricerca in Pianificazione Urbana e Territoriale, ha organizzato un convegno nazionale avente come tema l'intervento nei centri storici, con un approfondimento sul processo di recupero del centro storico di Palermo.
La manifestazione avrà come partners l'Associazione Nazionale Centri Storici-Artistici (ANCSA) e l'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) ed è patrocinata dall’Ordine degli Architetti di Palermo.
Saranno illustrati gli interventi di recupero e riqualificazione urbana nelle città di Saint Denis (Francia), Venezia, Bergamo, Parma, Genova, Roma, Palermo, con riferimento a casi di riutilizzazione esemplare del patrimonio edilizio storico e alla riqualificazione degli spazi aperti. I casi di studio saranno descritti e commentati da studiosi ed esperti che operano all’interno dell’Università e all’interno delle associazioni prima citate.
Sono stati invitati Franco Zagari per Saint Denis, Gianluca Della Mea per Bergamo, Stefano Storchi per Parma; Francesco Gastaldi per Genova, Franco Mancuso per Venezia, Francesco Cellini per Roma.
Teresa Cannarozzo, Pierluigi Cervellati, Bernardo Rossi Doria, Giuseppe Trombino, Maurizio Carta, Giuliano Leone e altri discuteranno del caso Palermo.
L’incontro vuole costituire l’occasione per un confronto documentato e costruttivo finalizzato a individuare le politiche pubbliche più idonee e le migliori strategie operative per il recupero e la rivitalizzazione delle città storiche, focalizzando l’attenzione sui concetti di identità urbana, permanenza, mutamento, innovazione, sulle problematiche economiche e sociali, sugli attori pubblici e privati protagonisti dei processi di recupero/riqualificazione e sulla qualità degli interventi progettuali.

giovedì, gennaio 07, 2010

M'illumino di meno 2010

Anche quest'anno Parliamo di città partecipa alla splendida iniziativa di M'illumino di meno.

lunedì, gennaio 04, 2010

Parliamo di città per la Fun Theory

Parliamo di città ha partecipato con ben due proposte al contest internazionale "The fun theory" con cui si rischiede a chi si cimenta di inventare e proporre pratiche ludiche innovative per il miglioramento della qualità urbana. Le proposte finora pubblicate sul sito ufficiale della manifestazione sono tutte molte belle e affascinanti e vi invitiamo a leggerle con attenzione.

Qui sotto riportiamo poi i link delle nostre due proposte riguardanti entrambi luoghi e forme di mobilità sostenibile.



Etichette

ambiente (13) architetti (13) architettura (14) architettura vista da sud (9) Area quaroni (2) arredo urbano (1) arte (1) Autori (2) beni culturali (1) blog (3) Cairo (1) casa (5) centri storici (25) Chicago (14) cinema (8) città in Europa (17) città in Italia (14) città in sicilia (25) comitato spazio pubblico palermo (1) commercio (4) contest (2) creatività (4) cronaca (1) danilo dolci (1) degrado (10) diario di un ciclista urbano (15) esclusione sociale (1) eventi (33) ferrovie dismesse (1) Flaneurs des villes (4) florida (1) futuro (3) Hemingway (1) I suoli di Izdik (21) idee (1) illustrazioni (1) immondizia a palermo (1) indice dei post per categoria (1) interetnia (1) itimed (1) laboratorio urbanistica (1) le carrè bleu (1) Let’ go bite America (22) Let’s go bite America (2) Libri (3) liquida (1) master (1) memoria (1) Meridione (4) mobilità (21) mobilità dolce (8) multietnia (1) narrazioni (4) New York (10) no comment (4) orienteering (1) ospiti (2) palermo (36) palermo ciclabile (2) parcheggi (3) partecipazione (10) Pasquale+Culotta (1) perequazione (2) periferia (8) piani (2) pianificazione (2) piano casa (2) piazza Armerina (1) piazza Bellini (1) piste ciclabili (2) politiche (6) porti (1) PPE (2) PRG (1) Progetto PARTERRE (1) project financing (1) recensioni (1) recupero (1) rendita fondiaria (4) report (1) satira (1) segnalazioni (8) settimana europea della mobilità sostenibile (3) slow city (3) social network (1) sostenibilità (1) spazio pubblico (4) sperequazione (1) storie (7) sud (1) territorio (2) twitter (1) urbanistica (14) utopia (4) vacanze (2) video (7) wifi (1) Wright (2)