giovedì, settembre 24, 2009

Diario di un ciclista urbano (11)


24-09-09 Scollinare

di Giuseppe Lo Bocchiaro

Chilometri percorsi nella tappa 20,21

Chilometri complessivi 113,42

Quello dei 100 km è il primo scollinamento di questo esodo ciclico e circolare che durerà fino all'inizio dell'estate.
A suo modo è già un primo, piccolo ma significativo, traguardo.
In generale poi, quello dello scollinare per aprirsi al mondo è una cosa che da abitante di paese ho dovuto imparare a fare fin da piccolo, ovvero fin dalla prima volta che sono venuto a Palermo.



Al mio paese, Misilmeri, l'orizzonte è sempre strozzato e ravvicinato. Ogni tentativo di allungare il proprio sguardo e il proprio pensiero si scontra con la parete, la casa, la collina di fronte.
Andare a Palermo significava per me invece allontanarsi dalla valle stretta e allungata dell'Eleuterio, e scollinando, aprirsi, in corrispondenza di Portella di mare all'immenso golfo palermitano e all'emancipazione dagli schemi "paesani".
Ho fatto e rifatto quella strada migliaia di volte, ultimamente anche in bici, e ogni volta riprovo le stesse emozioni.
Per descrivere questa sensazione di scollinamento/liberazione ho messo qui sopra non la solita foto ma un dipinto di quell'immenso pittore palermitano che fu Francesco Lo Jacono. L'artista, forse inconsapevolmente, con questo quadro (raffigurante Palermo e il suo golfo) ha fatto un monumento all'immagine che ogni misilmerese impara ad affrontare e ad amare fin dall'infanzia.

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lunedì, settembre 21, 2009

26 Settembre – Marcia delle Agende Rosse – ROMA

26 Settembre – Marcia delle Agende Rosse – Roma
Programma della manifestazione – Roma – sabato 26 settembre
21 09 2009

Ore 14.00 – p.zza Bocca della Verità: raduno dei partecipanti

Ore 15.30: partenza del corteo delle “Agende Rosse” verso p.zza Navona (percorso: piazza Bocca della Verità, via Petroselli, via del Teatro Marcello, costeggiamento di piazza Venezia, via San Marco, via delle Botteghe Oscure, largo Torre Argentina, corso Vittorio Emanuele, piazza San Pantaleo, piazza Navona)

Ore 17.30: p.zza Navona: interventi dal palco da parte di cittadini, rappresentanti della società civile e giornalisti

Ore 20.00 circa: termine della manifestazione (sarà possibile uno sforamento dell’orario indicato dato che gli interventi previsti sono numerosi e significativi)

Oltre alle iniziali adesioni a questa manifestazione di Sonia Alfano, Gioacchino Genchi, Pino Masciari, Benny Calasanzio, negli ultimi giorni si sono aggiunti quelle di Luigi de Magistris, Giuseppe Lumia, Marco Travaglio, Gianni Lannes, Giulio Cavalli e Antonio Di Pietro che si è offerto di aiutarci a sostenere gli oneri economici di questa manifestazione senza per questo pretendere di toglierle il suo carattere di manifestazione spontanea e popolare anzi ribadendomi che questo ne deve essere il carattere.

Il nuovo percorso del corteo è stato ottenuto grazie alle preziosa collaborazione di Serenetta Monti ed è quello che avevamo auspicato in vista dell’elevato numero di persone che giungeranno a Roma da ogni parte d’Italia. Ad oggi sono 1600 le sole persone che hanno già aderito su facebook e che si uniranno ai residenti a Roma e dintorni per partecipare a questa manifestazione a sostegno dei magistrati che lavorano per la ricerca della Verità e della Giustizia e che per questo vengono sottoposti a inqualificabili attacchi da parte del sistema di potere.

Diario di un ciclista urbano (10)


21-09-09 Quando il gioco si fa duro

di Giuseppe Lo Bocchiaro

chilometri percorsi nella tappa: 17,32
chilometri complessivi: 93,21

Dall'ultima puntata i chilometri percorsi sono stati davvero pochi.
In Sicilia c'è stato il peggiore nubifragio che io riesca a ricordare e ho cercato di rimanere il più possibile tappato in casa. Nel frattempo sono passati i giorni, l'acqua ha continuato a cadere copiosa in tutte le direzioni possibili (alto, destra, sinistra, basso), le saline a Trapani sono state distrutte e il sale, raccolto per mesi e mesi, è stato restituito contro il volere dei salinari al mare.
Deciso a non affrontare da esiliato in casa l'autunno appena iniziato, e valutata la inadeguatezza della mia solita mantellina impermeabile, oggi ho fatto un acquisto da tempo rimandato. Ho raggiunto i lattarini, nome dalle sonorità remote che un tempo indicava un mercato popolare adiacente alla più famosa Vucciria, ma ormai costituito da poche botteghe di rivendita di articoli come stivali anfibi, sacche e appunto impermeabili.
Dei tanti percorsi commerciali della città antica quello dei lattarini è stato il più attaccato e colpito dalle trasformazioni urbane e dagli sventramenti che, agli inizi del secolo scorso, hanno scavato l'asse di via Roma, cancellando interi brani di costruito, dalle povere case ai palazzi e alle chiese. Anche il mercato ha visto la sua fine, spezzato in parti diverse e circondato da spazi troppo ampi per poter continuare ad esistere.
Mi ci è voluto poco ad individuare il mio salvacondotto dal nubifragio: un impermeabile blu lungo, da coprirmi fino alle ginocchia, mi stava aspettando appeso tra mantelle mimetiche e tascappani di tela pesante. Con questo (e con i pantaloni impermeabili comprati l'anno scorso) il generale inverno mi farà un baffo.

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martedì, settembre 15, 2009

Diario di un ciclista urbano (9)


15-09-09 I messaggeri della bicicletta

di Giuseppe Lo Bocchiaro

Tra ieri e oggi ho percorso 16,29 km che, sommati al piccolo patrimonio di strada percorsa fino a ora raggiungono quota 75,89 km.
Riflettere su tale distanza mi porterebbe a pensare che se mi fossi mosso da Palermo verso est sarei arrivato a Cefalù (e lì francamente sarei stato tentato di stabilirmi a vita).
Ma non è di questo che voglio parlare ma di una rivoluzione.
Mi riferisco alla introduzione, in una città pervicacemente attaccata alle quattro ruote come Palermo, di un uso non più elitario o solo sportivo della bicicletta. Io, pur non essendo un assiduo frequentatore, ho visto muovere i primi passi al movimento palermitano del Critical Mass, le cui energie migliori sono oggi confluite nel Coordinamento Palermo Ciclabile. Questo allegro gruppo di pazzi (ma, badate bene, di pazzi assennati e determinati) da anni ormai pedala, sensibilizza, anima il dibattito sui cittadini a due ruote e sulle fasce di cittadinanza "debole". Loro sono gli artefici di un mutamento copernicano. Un mutamento però condotto anche (e in parallelo) dai cosiddetti extracomunitari di questa città, una maggioranza silenziosa che per ragioni profondamente diverse dai ragazzi del Coordinamento hanno riempito le strada di giri ciclici, usando la bici per necessità e lavoro. Fermo ad un semaforo non posso non pensare alla loro rivoluzione gentile e alla volgarità strombazzante dei SUV panormiti.
A domani

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venerdì, settembre 11, 2009

Diario di un ciclista urbano (8)


11-09-09 Traffico

di Giuseppe Lo Bocchiaro

Al km 82,57 del nostro viaggio è arrivato il traffico.
Al nostro ritorno al lavoro credevamo di averlo già visto, ma ci sbagliavamo. Quello era solo una avvisaglia, un rombo lontano, un embrione del mostro che oggi ha invaso Corso Vittorio Emanuele, urlando e strombazzando per ore e ore.
Dalla nostra finestra abbiamo così potuto ammirare il campionario fatto di Suv, moto, uomini invasati, donne isteriche e lambrette che il Dio deforme del traffico ha finalmente riportato nel suo ambiente naturale: la città di Palermo.


Tutto questo si è svolto davanti alle centinaia di vetrine vuote e saracinesche abbassate che ormai fanno di questa strada, pur al centro del centro (storico) della città una periferia anonima e malsana.
Mi viene da pensare ai commercianti palermitani che, da sempre, si oppongono con forza alla pedonalizzazione della città antica. Se si chiudessero le strade alle auto, secondo loro, si allontanerebbero gli acquirenti motorizzati verso altre parti della città e loro sarebbero costretti a chiudere.
Strana equazione. Qui il traffico è al suo massimo, eppure vedo solo saracinesche chiuse. Qui la gente può parcheggiare ovunque, eppure ogni giorno i negozianti si trasferiscono altrove o cambiano lavoro.

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Let’s go bite America 7 Chicago.

Di Davide Leone
Oggi il mio viaggio nella città americana ha vissuto un bel po’ di momenti importanti. Innanzitutto ho scoperto una grave falla nel mio inglese da ristorante. Ho scoperto di non sapere come si ordina della carne “al sangue”. Può sembrare una cosa da poco ma, ciò che è successo al ristorante, poteva far terminare anzitempo la mia permanenza nel dorato mondo a stelle e strisce. Ebbene sì, sarei potuto rimanere a guardare le stelle attraverso le strisce verticali di una prigione se, dopo aver chiesto una bistecca bloody, non avessi allargato le braccia e detto al cameriere: “I’m, sorry for me medium is good”, infatti il suddetto cameriere aveva fatto una faccia piuttosto allarmata gurdandosi intorno preoccupato, cercando quella forza dell’ordine che lo avrebbe liberato da quel pazzo che gli aveva chiesto una bistecca sanguinolenta! Comunque potete tranquillizzarvi non scrivo le mie memorie da San Quintino alla fine ho avuto il mio panino con carne grossomodo come me l’aspettavo.
La seconda esperienza interessante è stata prendere l’ascensore con le cameriere dell’albergo. Gentilissime, come tutte le altre persone, forse un po’ meno carine di quelle dei ristoranti, avevano, però, una caratteristica particolare. Tra di loro parlavano in Spagnolo (Messicano) stretto. Oggi anche il mio tentativo di americanizzarmi ha subìto una notevole accelerazione. Ho potuto provare la tipica colazione con bacon patate con cipolla e uovo strapazzato. L’esperienza è assolutamente indimenticabile, la consiglio a chiunque voglia sentirsi veramente Yankee. Stamane è accaduta un’altra piccola ma straordinaria cosa, ho fatto acquisti in america. Va detto che fare acquisti è molto più simile a come si fanno da noi.
Nel senso che nei negozi non si usa, così come da noi, dare la mancia ai commessi, o almeno, il commesso non si è lamentato con me perché non gli avevo dato niente. Intanto il mio pasto sta arrivando, in verità avevo in programma di desinare in altro luogo. Sarei dovuto andare in una specie di fast Food della ESPN (un network televisivo specializzato nello sport). Nella tronfia insegna di questo luogo avevo visto in mattinata l’effige di un megahamburger traboccante di anelli di cipolla fritti. Avevo ovviamente deciso di contrastare i nefasti effetti della grandiosa colazione hollywoodiana con un immaginifico pranzo supersportivo. Ma mentre mi alambiccavo sul supermix proteico calorico che stavo per ingerire un senso, spesso sottovalutato, si è allarmato. Mentre passeggiavo per attraversare un ponte l’olfatto ha fatto la sua apparizione prepotente e la vista e l’udito sono stati sconfitti. L’intenso odore di carne, come di Arrostita, era potente ed il mio naso mi ha guidato qui: on the riverside. Insomma nella lotta tra sensi, tra la visione dell’immagine del panino e l’odore della carne, questa volta ha vinto l’olfatto.
Nel sedermi in questo posto ho contravvenuto ad una regola fondamentale che ho sempre seguito: NON ENTRARE MAI IN UN POSTO SENZA SAPERE QUANTO SI SPENDE. Per fortuna analizzando il menù ho scoperto di potermi permettere questo posto! Il panino è arrivato finalmente, e non è niente male. Come dire ha un’aria di onestà, come un ragazzo di campagna, insomma finalmente mi sembra di addentare qualcosa di vero.

mercoledì, settembre 09, 2009

Diario di un ciclista urbano (7)


09-09-09 Piove!

di Giuseppe Lo Bocchiaro

Dei 6,74 km fatti oggi quelli che contano sul serio sono legati al ritorno a casa e alla pioggia che, dopo mesi e mesi, è finalmente tornata da queste latitudini. Chi non è siciliano potrà anche stupirsi ma qui durante l'anno abbiamo tutto il tempo di scordarci come è fatta la pioggia e quali sensazioni e odori la accompagnano.
Mentre scrivo, il profumo dei pini del giardino qui vicino entra in casa assieme all'odore pungente dell'ozono e per un poco riesco a sentirmi meno inquieto del solito. La casa è ancora calda per via dell'estate a 40° che abbiamo attraversato ma presto si raffrescherà. So che a dicembre o a gennaio ne avrò piene le scatole di maltempo e freddo ma stasera me la sto gustando. E parecchio.

Posso annotare che al km 59,6 del viaggio che abbiamo intrapreso è (quasi) finita l'estate.

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martedì, settembre 08, 2009

Diario di un ciclista urbano (6)


08-09-09 Valori

di Giuseppe Lo Bocchiaro

Oggi sono uscito di casa con una strana sensazione in testa. L'aria fuori era fresca e io ho fatto tutto il viaggio dell'andata come se mi rendessi per la prima volta conto della bellezza delle cose che questa città mi mette davanti. Il cambio shimano della mia faustocoppi ingranava allegro una marcia dietro l'altra e le mie ruote sull'asfalto producevano un suono appetitoso e croccante.
Il motivo è presto detto: ieri sera intorno alle 23:30 un sisma di 4° grado (scala Richter) ha scosso (è proprio il caso di dirlo) la nostra serata passata sul divano.

Di colpo mi è passato davanti il film aquilano visto tante volte da aprile e ho perso il sonno. Fortunatamente nulla di grave è successo (a parte uno spavento che assieme a me ha colto i cittadini della costa che va da Palermo a Cefalù).
Lo spavento mi ha portato così a uscire di casa come un novello James Stewart che va in giro urlando "La vita è una cosa meravigliosa" a chiunque gli capiti sotto tiro.
Il resto, quello che ho fatto durante la giornata, non me lo ricordo nemmeno.
A domani.

P.s. Oggi ho percorso 7,5 km portando il mio bilancio complessivo a quota 52,86.

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lunedì, settembre 07, 2009

Diario di un ciclista urbano (5)


07/09/09 Fresco

di Giuseppe Lo Bocchiaro

Oggi ho percorso 6,58 km. Mi sento un pò in colpa perchè dopo giovedì scorso non ho fatto manco mezzo metro. Avevo dei disegni da finire e mi sono sequestrato da solo in casa. Nel complesso il contachilometri oggi ha raggiunto quota 45,36 km.
I ciclisti si sono nel frattempo moltiplicati e stamattina eravamo in parecchi al semaforo. Arrivo in studio con la gola secca per via dello smog della "city" ma non ci faccio molto caso perchè oggi, finalmente la temperatura è scesa sotto i 30° gradi e siamo tornati tutti a respirare.
A pranzo ci spingiamo a mangiare fino al Foro Italico, manifesto della rinascita incompiuta (ed eccessivamente prudente) della città di Palermo. Qui davanti ad un mare che dicono essere pieno di mercurio tutto ci parla di ciò che poteva essere e non è stato: un pratino all'inglese che non sarà mai un parco cittadino, una pista ciclabile che non porta da nessuna parte ma che gira attorno a delle aiuole la cui decorazione è ispirata al tubo degli smarties, una spianata di cemento gigantesca stupidamente dipinta di verde. E immondizia, immondizia ovunque.
Eppure, rispetto al nulla che questa città ha da offrire ai suoi cittadini, questo luogo è sempre frequentato da centinaia di persone, che amano venire qui a scoprire che a Palermo c'è il mare.

giovedì, settembre 03, 2009

Diario di un ciclista urbano (4)


03-09-09 Distanze

di Giuseppe Lo Bocchiaro

Oggi ho percorso 17,76 km, decisamente sopra la media giornaliera, che sommati a quelli dei giorni precedenti fanno 38,78 km.
Diciamo quasi la distanza che intercorre tra Palermo e Termini Imerese, sede quest'ultima, dello stabilimento Fiat ormai in chiusura e, secondo il sottosegretario Scajola, della prossima costruzione di una delle centrali nucleari dell'era berlusconiana.

In attesa di conoscere nuovi sviluppi (e, se è il caso, di prenotare un volo per un luogo più civile di quello che sta diventando l'Italia) non posso non pensare alla "scoperta" fatta la settimana scorsa, in una gitarella in bici che ho fatto con Davide e Daniele, del tempio dorico di Hymera, la città greca risalente al 649-648 A.C, sita tra Termini Imerese e Campofelice di Roccella. Appena usciti da Termini Imerese abbiamo superato l'orrendo lungomare dell'area industriale locale, e là, schiacciato tra la statale 113 e la ferrovia c'era ciò che resta di un mondo di eroi e poeti, che su queste coste hanno trovato la loro casa e hanno eretto templi alle divinità.
Negli stessi luoghi noi abbiamo costruito la ferrovia, un'area industriale e l'autostrada sputtanando definitivamente la costa.
Ma è il progresso, bellezza e tu non puoi farci niente. Niente.
O no?

mercoledì, settembre 02, 2009

Diario di un ciclista urbano (3)

02-09-9 Sono tornati i palermitani

di Giuseppe Lo Bocchiaro


Sono tornati. Lo sento nell'aria. Ma soprattutto lo vedo. Sbucando sulla grande arteria di Via Libertà vengo sopraffatto dal casino immenso e dal puzzo di centinaia di automobili. I palermitani hanno definitivamente esaurito le ferie e sono tornati al lavoro.
Sono ancora senza bici e quindi mi tocca il secondo giro sull'autobus cittadino.
Vista da Via Libertà Palermo sembra quasi una città normale, con gli alberi e le aiuole ben curati e gli autobus che arrivano in orario.
Naturalmente è un'illusione perchè basta spostarsi anche di pochi isolati o scegliere altri itinerari per vedere che avventura può diventare lo spostarsi in città, verso lo ZEN o verso Borgo Nuovo che sono quartieri fatti a immagine e somiglianza dello stupro che questa città ha subito.


La strada del ritorno la costruisco da me, provando a risalire la corrente inversa di un traffico spaventoso e scegliendo accuratamente percorsi "riservati" a chi non ha quattro ruote sotto al sedere.
Il contachilometri è arrivato a quota 21,02 km il che significa che oggi ho percorso soltanto 5,29 km.
Mi rifarò domani.
La strada è ancora lunga.

martedì, settembre 01, 2009

Diario di un ciclista urbano (2)

di Giuseppe Lo Bocchiaro

01-09-09 Viaggio di sola andata

Oggi, del mio viaggio di nove mesi iniziato appena ieri, ho percorso solo 5,03 km.
Ma andiamo con ordine.
Stamattina dovevo andare al Dipartimento di Città e territorio e, per evitare di fare sempre la solita strada, all'altezza di via Scarlatti ho abbandonato la già afosa via Maqueda (erano appena le 9:30) per la più ombreggiata via trabia, passando poi per via San Basilio e il negozio "Disco city" ("fatti fuibbu!" recitava il proprietario del negozio in una vecchia pubblicità del secolo scorso) fino a giungere in via Bandiera. È una diagonale di strade eccezionale (nonostante le basole della pavimentazione spesso in cattivissimo stato) per la bellezza tragica dei palazzi storici ancora sfondati dai crolli dopo sessant'anni. La amo perchè mi fa viaggiare al sicuro dalle auto in un percorso privilegiato che culmina davanti alla grande bifora angolare del palazzo Termine Pietragliata.



A casa, invece, sono dovuto tornare in autobus.
Ho prestato la mia catena di riserva e il mazzetto delle chiavi al mio amico Daniele, e, nel mio rincoglionimento ormai conclamato, non ho pensato di tenere con me la chiave del gancio in acciaio con cui ho legato la mia bicicletta.
Ho dovuto lasciarla lì, e, col cuore in pena, ho comprato il biglietto dell'Amat.
Spero che Daniele la metta al sicuro allo studio.
A domani.

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