Alla maniera di Emilio Rigatti e del suo libro Minima pedalia (ediciclo editore) inizio qui una rubrica giornaliera che accompagnerà il nostro blog per parecchi mesi. A dire il vero l'obiettivo è di riuscire a raccontare con poche frasi e qualche foto (rigorosamente scattata col cellulare e "in corsa") la quotidianeità dell'uso della bici in una città come Palermo. Male che vada avrò (e avremo) modo semplicemente di vedere quanti chilometri si possono fare e quante città si possono incontrare muovendosi per nove mesi sempre negli stessi medesimi luoghi. Buona lettura.

31-08-09. Si torna al lavoro
Oggi, nel percorso di andata e ritorno da casa al lavoro (dalla zona dell'ex Fiera del Mediterraneo ai quattro canti) ho percorso circa 10,70 km.
Ormai da qualche anno sono diventato un ciclista urbano "radicale", nel senso che un giorno ho deciso di lasciare l'amata-odiata auto sotto casa e di muovermi, col sole o con la pioggia, sempre e solo sulla mia bici da passeggio "Fausto Coppi".
È stata una scelta facile da fare e, una volta superate le colonne d'Ercole, non ho avuto mai un ripensamento, un momento nostalgico o una crisi d'astinenza da idrocarburi.
La città è già piena come un uovo di palermitani che si comportano come se non fossero andati in vacanza, tanto sono stressati e, il più delle volte, pericolosamente "sclerati".
Ho una voglia di lavorare che è pari a zero ma sento lo spostamento in bici come un prolungamento delle vacanze e mi torna il buonumore. Lungo via Libertà non incontro nessun ciclista e dire che a fine primavera eravamo in molti sulla bici a muoverci verso il centro e il lavoro.
Forse non tutti sono tornati o forse è ancora presto per un rinascimento palermitano su due ruote. Vedremo.
Abbiamo ancora nove mesi davanti.