Chi ha idea di cosa sta accadendo attorno a noi?
Oggi Sergio Troisi sull'edizione palermitana di Repubblica ci informa che è "in procinto di approdare a Sala delle Lapidi per l'approvazione" il nuovo Piano Regolatore portuale. Le conseguenze per la città di Palermo dovrebbero essere di notevole importanza e impatto, perchè, come lo stesso giornalista ci informa, a partire dalla legge 84/94 i PRP non sono più meri strumenti "interni" all'area portuale di una città, ma strumenti in grado di pianificare il rapporto fecondo tra fronte a mare e città, tra approdi e "spalle" territoriali, rimettendo in discussione "il sistema complessivo dei dei trasporti, la valorizzazione territoriale, un modello integrato di servizi commerciali, produttivi, culturali e turistici.
Nella coltre spessa fatta di lentezze epocali, incertezze e opere incompiute una notizia del genere potrebbe (dovrebbe) avere la forza di risvegliarci dal torpore che ci pervade e attivarci, pieni di interrogativi e aspettative, verso ogni fonte di informazioni che ci spieghi come, e in che forma, arriverà un futuro differente per la città".
Al contrario, tutto tace.
Aldilà dei difetti riscontrabili nei processi partecipativi in salsa palermitana di questi anni, spesso solo annuncati sulla carta e mai messi in pratica con la forza e la convinzione che avrebbero meritato (vedi le occasioni mancate di una vera consultazione allargata sui temi di Agenda 21 locale), si ha l'impressione che, a parte i soliti addetti ai lavori, i palermitani in genere non abbiano non solo l'idea di quello che sulle loro teste sta calando, ma che non sentano il bisogno di capire.
Si fanno scorpacciate indigeste di notizie qualunquiste (iene e striscie d'ordinanza), si perde l'occasione di essere costruttori attivi di notizie "in positivo", di partecipare a processi decisionali che investiranno il futuro del centro storico, e, attraverso il redigendo Piano strategico, dell'intera città.
Chi ha idea di cosa sta accadendo attorno a noi? Palermitano, se ci sei, batti un colpo.



